Grazie alla collaborazione con il Circolo "L'Infinito Teatro del Cosmo" vi propongo gli articoli di Vincenzo  Zappalà  "Che fai tu, luna, in ciel ?"  

 

FATTI E MISFATTI, VERITÀ E FALSITÀ, MITI E LEGGENDE SUL NOSTRO SATELLITE     (1^ PUNTATA)  

Rendiamo omaggio al solstizio d'estate riproponendo questo breve trattato sulla Luna scritto una decina di anni fa. Se, durante le tiepide notti d'estate, vi capiterà di soffermarvi ad ammirare la nostra candida e romantica compagna di viaggio, dimenticate per un attimo le argomentazioni scientifiche che state per leggere e, semplicemente, godetevi l'effetto che avrà su di voi l'emozione che solo lei sa regalarci!

 

INTRODUZIONE   

Lo stimolo per voler scrivere qualcosa sugli effetti che la Luna esercita sull’uomo e sulla sua vita l’avevo forse in fase latente già da molto tempo, ma la spinta finale mi è venuta a seguito di discussioni avute con vari amici produttori di vino delle Langhe e del Roero. Le domande ricorrenti vertevano quasi sempre sulla veridicità degli stretti legami che sembrano esistere tra la Luna e le pratiche di vigna e cantina. Esse nascondevano quasi sempre convinzioni profondamente radicate e probabilmente si aspettavano risposte confortanti su almeno qualcuno degli aspetti di un legame antico come l’uomo, che abbraccia campi ben più vasti di quello puramente agricolo. Oltretutto mi accorgevo che stava prendendo sempre più piede l’interesse verso la cosiddetta agricoltura biodinamica, un complesso miscuglio di rispetto verso la Natura e di ipotetiche forze cosmiche trascendenti.  Essendo io, volente o nolente, uno scienziato e per di più un astronomo, ho fornito, quasi automaticamente, risposte e commenti piuttosto scettici, cercando forse di archiviare troppo in fretta un problema molto interessante ed articolato.  Devo ammettere che questo tipo di reazione non aiuta certo a far luce sui fatti.  Ho quindi sentito il dovere di iniziare una ricerca più approfondita sull’argomento, raccogliendo e leggendo moltissimo materiale, facendo confronti, cercando correlazioni. Ho sinceramente cercato di affrontare il problema liberandomi completamente dai pregiudizi che potevano derivare dalla mia professione.    

Alla fine mi sono fatto ovviamente una convinzione personale, che mi ha chiarito dubbi, rafforzato convinzioni, e aperto qualche interrogativo. Mi ha anche permesso di evidenziare tutta una serie di affermazioni, se non proprio sbagliate almeno confuse, che normalmente vengono usate, sia in buona che in malafede, per avvalorare certe teorie e stimolarne l’applicazione.      

Sicuramente ho imparato molto e le pagine che seguono vogliono solo cercare di divulgare quanto ho appreso. Non vogliono cercare di convincere nessuno, ma solo di aiutare gli altri, per quanto è possibile, ad avere una più chiara e completa visione dei fatti, prima di giungere ad affrettate conclusioni. Non ho nemmeno voluto riportare elenchi di nomi e di documenti pro e contro, perché sarebbe stato estremamente noioso e perché non era mia intenzione scrivere un trattato serioso e didattico. Ho voluto solo fare una chiacchierata “scritta”, rilassante e senza pretese particolari.     

Posso però assicurarvi che le affermazioni riportate si sono basate solo su dati reali e su analisi fatte con metodologie rispondenti ai principi di una vera ricerca scientifica: parola di astronomo! Nulla vorrei inoltre togliere alla nostra sorella Luna, al suo romantico aspetto ed alla sublime poesia che ha sempre saputo stimolare.  Lo stesso titolo, che riprende il celebre verso iniziale del Canto notturno di un pastore errante dell’Asia, del sommo poeta Giacomo Leopardi, è un chiaro segno di ammirazione. Ma chi volesse cogliere questa occasione per tornare a leggere quella meravigliosa poesia, troverà quasi immediatamente, dopo pochi versi, un esempio lampante di magia simpatica (…somiglia alla tua vita/ la vita del pastore./ Sorge in sul primo albore;/ move la greggia oltre pel campo, e vede/ greggi, fontane ed erbe;/ poi stanco si riposa in su la sera…).  La magia simpatica verrà ampiamente spiegata in seguito, ma trovarla nei versi leopardiani dimostra come l’uomo abbia sempre cercato di definire un collegamento tra la propria esistenza e l’apparente variabilità della Luna.  

I fatti puramente scientifici     

E’ indiscutibile il fatto che l’uomo sta vivendo su un pianeta veramente speciale. E questo non solo per l’ovvio motivo di popolare l’unico corpo del Sistema Solare che abbia raggiunto condizioni geologiche ed atmosferiche tali da garantire lo sviluppo di forme complesse di vita biologica. La Terra è unica anche perché ha un compagno di viaggio davvero fuori dal comune. Quali che siano i meccanismi fisici che lo hanno originato, nessun altro satellite del Sistema Solare ha dimensioni così grandi se confrontato con il suo pianeta.

In realtà anche Plutone ha un satellite estremamente grande, ma il ruolo di pianeta per Plutone è oggi un argomento estremamente controverso (ne abbiamo parlato QUI)

Plutone (in primo piano) e il suo satellite Caronte

Esistono inoltre satelliti più grandi della nostra Luna, ma tutti questi si accompagnano a pianeti giganteschi quali Giove e Saturno. Date le dimensioni relative molto ridotte, la loro influenza sui corpi attorno a cui rivolvono sono del tutto trascurabili.

La stessa cosa non è vera per la Luna. L’evoluzione del nostro pianeta è stata profondamente segnata dalla presenza di un satellite così massiccio e lo è tuttora, sia nel bene che nel male, sempre che esista un “male” nella perfetta armonia dell’Universo. Avere un compagno così grande e così vicino implica un fenomeno molto comune nell’Universo, ossia quello della marea. Per adesso ci basti ricordare che sono proprio queste ad avere originato in modo catastrofico gli anelli di Saturno e ad avere acceso i vulcani di Io (il più vicino dei grandi satelliti di Giove). Anche la Terra subisce contraccolpi notevoli. Primo fra tutti la marea oceanica, ossia il periodico sollevarsi ed abbassarsi del livello marino che, in prossimità delle zone costiere, assume a volte caratteristiche molto spettacolari come, per esempio, a Mont-Saint-Michel.

Le forze mareali agiscono anche sull’atmosfera terrestre, causando una lievissima variazione della pressione, che non riesce però ad incidere sulla climatologia, dominata da forze ben più importanti. Esiste anche una marea terrestre, agente sulla stessa superficie solida del pianeta, ma la sua entità è del tutto trascurabile e ben difficilmente può essere responsabile di movimenti tellurici. Diversa è invece la situazione sulla Luna, dove la marea indotta dalla Terra è così grande da causare sicuramente terremoti di una certa violenza.

Ma le forze mareali indotte dalla Luna (ed in parte minore dal Sole) agiscono anche in modo indiretto, forse meno visibile, ma non per questo meno importante. Il giorno terrestre è costretto ad allungarsi lentamente con il passare del tempo e la stessa Luna è costretta ad allontanarsi. Ciò ha, tra l’altro, contribuito a ridurre la velocità dei venti, che molte centinaia di milioni di anni fa, quando la Terra ruotava più velocemente attorno al proprio asse, erano di gran lunga più impetuosi. Le maree oceaniche hanno poi sicuramente scandito l’evoluzione della vita marina primordiale. Gli organismi costretti a vivere in un ambiente continuamente variabile (bagnato/asciutto) hanno avuto modo di selezionarsi al meglio, di evolversi con maggior tenacia e resistenza, e di prepararsi adeguatamente alla conquista delle terre emerse. Se la Luna non ci fosse, le forze di marea sarebbero notevolmente più deboli e dovute solamente al Sole (meno della metà di quelle lunari). Di conseguenza sarebbero ben più limitate anche le maree oceaniche e forse la vita marina primordiale non avrebbe mai potuto avere quello slancio necessario per popolare il pianeta, che miliardi di anni fa gli è probabilmente dato da una Luna  molto più vicina e, di conseguenza, maree ben più importanti

Ma gli effetti indiretti della Luna sul nostro pianeta e sulla nostra vita quotidiana sono molto più numerosi, anche se spesso molto più difficili a notarsi. Ad esempio, senza Luna non ci sarebbe stato il programma spaziale che ha portato l’uomo sul nostro satellite (la distanza troppo grande degli altri corpi celesti avrebbe forse scoraggiato o quantomeno ritardato la pianificazione delle missioni spaziali). Come immediata ricaduta di ciò, non ci sarebbe stato forse lo sviluppo di tutte quelle micro-tecnologie che oggi governano la nostra vita quotidiana, dal computer al telefono cellulare. Pensiamo poi ad una notte illuminata solo da stelle. Sicuramente un grande vantaggio per gli astronomi, che spesso vedono nella Luna una fastidiosa luce parassita, o per gli animali predatori notturni che si affidano solo al loro fiuto e/o udito per scovare le prede. Ma anche una grande perdita per la poesia che ha sempre avuto nella Luna, con i suoi cangianti colori e dimensioni, uno splendido spunto romantico.

Più in generale, si può dire che la luce della Luna influisca sulla nostra vita soprattutto in relazione alla sfera emotiva, ma ben poco da un punto di vista fisico. L’unico effetto che è in grado di produrre è un debole fototropismo  su alcune piante, nettamente inferiore ovviamente a quello dovuto alla luce solare o alle luci artificiali. Ricordo che per fototropismo si intende la curvatura di una pianta verso uno stimolo luminoso esterno

Esempio di fototropismo: curvatura di una pianta verso uno stimolo luminoso esterno

E’ poi ancora in fase di accertamento la possibilità che la differenza di luce tra Luna Piena e Luna Nuova possa causare una lievissima variazione di temperatura, dell’ordine di pochi centesimi di grado. Ovviamente ben poca cosa se paragonata alla variazione di temperatura collegata alla copertura più o meno ampia del cielo da parte dei sistemi nuvolosi. Concludendo, MAREA soprattutto ed in minima parte LUCE: null’altro da un punto di vista scientifico può creare qualche effetto significativo sulla Terra e sui suoi abitanti.

Ma allora perché la Luna riveste tanta importanza nella cultura umana fin dai tempi più remoti e perché  le si attribuiscono poteri eccezionali su tutta l’ecosistema biologico, uomo compreso ?  

Il dominio della Luna

In moltissimi campi in cui ci si voglia addentrare (medicina, agricoltura, criminologia, biologia, climatologia, ecc.) la Luna sembra sempre giocare un ruolo essenziale.  Chiunque venisse interrogato a riguardo saprebbe fornire alcuni validi esempi. Il ciclo mestruale della donna segue perfettamente il mese lunare; la semina e la potatura delle piante, la raccolta dei funghi, l’epoca di imbottigliamento del vino sono strettamente legati alle fasi lunari; il numero delle nascite rispecchia la maggiore o minore luminosità del nostro satellite; la criminalità, il numero dei suicidi, l’epilessia hanno anch’essi strettissimi legami con le fasi lunari; perfino la crescita dei capelli non ne è immune. E chi più ne ha più ne metta. E queste certezze sono conosciute fin dagli albori dell’uomo. Sono considerate evidenze sotto gli occhi di tutti, facilmente verificabili (almeno così si dice, ma ci torneremo in seguito…). Molti detti di largo uso riflettono queste convinzioni: essere lunatici, avere la luna storta, avere il mal della luna (epilessia), ecc. Come mai questa fondamentale importanza della Luna sulla stragrande maggioranza degli eventi che ci circondano?

Per poter rispondere dobbiamo tornare all’uomo primitivo che poco alla volta iniziava a guardarsi intorno con crescente spirito di osservazione e crescente consapevolezza della sua esistenza in una Natura ancora per molti versi sconosciuta. Alcuni fenomeni erano sicuramente più sconvolgenti di altri. Primo fra tutti l’alternarsi del giorno e della notte, accompagnato dalla comparsa e dalla scomparsa di un’enorme sfera luminosa nel cielo, il Sole. Vero padrone della vita del nostro pianeta, ne scandiva le fasi di crescita e di sviluppo con un ritmo preciso e continuo, in apparenza immutabile. E’ ovvio quindi a tutti come tale entità sia diventata subito oggetto di culto, sicurezza e protezione.

Nel contempo, un altro oggetto luminoso appariva e scompariva nel cielo, ma con forma sempre cangiante: la Luna. Complice benigna dell’uomo nelle sue cacce notturne e nelle sue difese dagli animali predatori, portava però con sé l’essenza della variabilità e del cambiamento, un concetto sicuramente più complesso e meno controllabile. Alla sua influenza furono allora assegnati tutti quegli eventi terreni che comportavano cicli di crescita e di decadimento. Teniamo infatti ben presente che fin dai primordi la crescente razionalità dell’uomo ha sempre cercato di collegare tra loro fenomeni diversi, invocando una ragione, o quantomeno costruendosene una propria, per dare spiegazione a tutto ciò che si manifestava intorno a lui. E’ proprio questa capacità e volontà di logica e di razionalità la vera differenza tra l’uomo e gli animali, anche superiori.

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FATTI E MISFATTI, VERITÀ E FALSITÀ, MITI E LEGGENDE SUL NOSTRO SATELLITE      (2^ PUNTATA)      New

 

In questa puntata parliamo dei più diffusi luoghi comuni secondo i quali esisterebbe una relazione tra il ciclo lunare ed eventi della nostra vita. La stessa etimologia della parola "lunatico" (dal latino "colui che varia di umore secondo le fasi lunari") rivela quanto radicate siano tali convinzioni basate, in realtà, solo su suggestione e superstizione. Ma veniamo ai fatti... Eventi e cause Quanto cercherò di esprimere in questo capitolo risulterà forse un poco noioso e sembrerà estraneo al problema della Luna e delle sue influenze. Invito però il lettore a fare un piccolo sforzo di concentrazione, perché solo così avrà a disposizione le basi per valutare correttamente la problematica che ci interessa. Tutto ciò che capita attorno a noi, dai più piccoli avvenimenti fino agli sconvolgimenti più violenti, rappresenta l’insieme degli eventi. La storia dell’intero Universo è una serie ininterrotta di eventi che si susseguono costantemente. Mentre a volte è relativamente facile prendere coscienza degli eventi, saperli riconoscere, ipotizzarne di nuovi, è sempre molto più difficile dimostrarne l’evidenza e spiegarne le cause. La ricerca scientifica ha come scopo proprio questo: riconoscere un evento, accertarne l’evidenza e cercare poi una spiegazione che sia in grado di riprodurlo. Molto spesso la Scienza si è fermata, e si ferma tuttora, al primo o al secondo passo. E’ magari in grado di riconoscere un evento e di accertarne l’evidenza, ma non di fornirne una spiegazione plausibile. Ad esempio, le comete pur essendo ben conosciute da svariati secoli (anche Giotto ne rappresentò una molto realistica nei suoi affreschi della Cappella degli Scrovegni a Padova), vennero pensate come fenomeni puramente atmosferici fino al XVI secolo, quando Tycho Brahe si rese conto che erano tutt'altro.

 

Incapace però di trovare molto spesso risposte adeguate alla stragrande maggioranza dei misteri della Natura e non essendo ancora in grado di adattarli ai propri scopi materiali, l’uomo primitivo cercò di accattivarseli, di renderseli propizi con riti, cerimonie, danze, pitture, ecc. Nacque così la cosiddetta magia simpatica, a cui ho già accennato e che tanta parte ha avuto nella cultura dell’uomo attraverso i millenni. Ancora oggi si può trovarne applicazioni nei popoli più primitivi. Essa si basa sul principio: il simile produce il simile, per cui è necessario compiere una serie di azioni miranti ad imitare il risultato che si cerca di ottenere. La rappresentazione della cattura di un animale attraverso disegni, danze o azioni mimate, aiuterà certamente le Entità superiori ad accontentare le nostre richieste.

Come logica conseguenza, l’uomo primitivo cercò anche di dare risalto ad ogni possibile somiglianza tra avvenimenti della propria esistenza e fenomeni esterni a lui ben superiori ed incontrollabili. La somiglianza rendeva magico e superiore anche l’evento stesso che l’uomo stava vivendo, conferendogli la sacralità di un rito. Tra questi ne esisteva già uno importantissimo e misterioso che si ripeteva continuamente sotto gli occhi di tutti, rispondendo perfettamente ai principi della magia simpatica: la gestazione e la nascita di una nuova creatura. Al pari delle fasi lunari (nuova, crescente, piena, calante) anche il ventre della donna subiva un cambiamento prima di dare alla luce una nuova vita. Naturalissimo ed ovvio quindi il collegamento della fertilità femminile con il nostro satellite.

In tutte le culture sviluppatesi nel mondo questa simbiosi tra fertilità e Luna ebbe sempre un ruolo fondamentale. Anzi si cercò di generalizzarla il più possibile, instaurando la regola base che tutto ciò che deve crescere e svilupparsi deve essere fatto in Luna crescente e tutto ciò che deve arrestarsi e morire deve essere fatto in Luna calante. Venne naturale quindi associare a questo principio la semina, i trapianti, la potatura, il taglio degli alberi, ecc. Un bellissimo collegamento, una splendida visione legata alle culture arcaiche, ma, come tutte le antiche credenze e superstizioni, destinato forse a scomparire lentamente col tempo e con l’affermarsi impetuoso delle scienze esatte e della tecnologia.

Invece questa visione quasi magica del rapporto tra uomo e Luna rimase e rimane tuttora estremamente radicata in qualsiasi strato sociale e culturale, acquistando anzi una ben più complessa articolazione, e stimolando vere e proprie correnti di pensiero.

Come mai tutto questo? La risposta più ovvia sembrerebbe: perché si basa su una verità scientifica, forse non ancora spiegata, ma sicuramente valida. In realtà il problema è più complicato e degno di un’analisi ben più attenta. La sua longevità e complessità si basa sicuramente in parte su alcune coincidenze (fortunate o sfortunate, a seconda dei punti di vista) ed in parte su alcune analogie con gli effetti veramente scientifici dovuti alla Luna. Cercherò di affrontare questa problematica con il massimo rigore, ma anche di evidenziare senza preconcetti il pro ed il contro delle teorie che si sono sviluppate a riguardo.

Lo farò nelle prossime puntate... a presto!

La caduta di un fulmine, la pioggia, il rombo di un tuono, il terremoto, e così via, sono eventi molto ben conosciuti da chiunque (ossia se ne ha una chiara evidenza), ma in linea teorica potremmo benissimo non averli ancora spiegati. Ribadiamo quindi che il primo passo per comprendere ciò che ci sta attorno è quello di accertare la veridicità di un evento. Solo dopo si potrà cercare di fornirne una spiegazione razionale.  Fornire spiegazioni prima di avere un’assoluta conferma di un fenomeno è scienza fasulla, e non ha mai portato né mai porterà ad alcun miglioramento della nostra esistenza. Né tanto meno è corretto sentirsi liberi di formulare ipotesi strampalate per spiegare eventi non ancora sufficientemente provati.

Spesso però accertare un evento non è cosa da poco e necessita di un bagaglio scientifico non indifferente. Prendiamo come esempio il gioco della roulette e delle puntate sul rosso e sul nero. Sappiamo oggi benissimo che la probabilità che esca uno o l’altro dei due colori è esattamente la stessa. Ma per accertare questa affermazione (evento), all’apparenza semplice ed ovvia, è stato necessario applicare il metodo statistico. Esso non solo ci ha dimostrato l’evidenza dell’evento, ma ci ha anche permesso di valutare quanto esso resti valido al cambiare delle condizioni e quale margine di errore ci si possa aspettare. Ad esempio, se si punta una decina di volte (un numero molto limitato) si potrebbe ottenere un risultato in antitesi con le aspettative. Addirittura non è impossibile che esca dieci volte su dieci il rosso o il nero. Ma ciò non vuol dire che l’affermazione sulla parità della probabilità sia errata. Se facessimo, infatti, un milione di puntate, otterremmo un numero di rossi e di neri quasi perfettamente uguali (QUI un quiz che analizza con metodo matematico-statistico il gioco d'azzardo della martingala).

Questo è un esempio banale, ma può estendersi facilmente a problemi ben più complessi come le previsioni del tempo o il rischio che un meteorite ci cada sulla testa. Valutare l’evidenza statistica di un fenomeno, stabilirne il margine di errore ed evidenziare le condizioni al contorno che possono alterarne il risultato, sono passi essenziali che devono essere compiuti prima di accettare un evento come reale. Ad esempio, se la roulette avesse un difetto meccanico intrinseco (magari voluto...), l’evento atteso potrebbe non verificarsi, senza ledere la legge statistica che lo governa.

In modo analogo si deve stare molto attenti a collegare due fenomeni distinti e ad assumere immediatamente tra loro una relazione di causa-effettoIl tuono segue il lampo. Questo è un esempio corretto di causa-effetto. Un certo evento capita solo quando ne capita un altro. Ma, a volte, senza una spiegazione scientifica che li colleghi o con un’applicazione errata del metodo statistico, non è facile stabilire questo legame e si rischia di commettere errori grossolani.  Ad esempio, se facessimo una ricerca molto dettagliata e globale sugli spettatori dei cinema e sulla vendita di ombrelli, ci renderemmo conto di uno stretto collegamento tra i due fenomeni che ci potrebbe portare a questa affermazione : la vendita degli ombrelli cresce ogni volta che aumenta il numero di spettatori al cinema. Automaticamente, i negozianti di ombrelli potrebbero allora pensare di investire notevoli risorse per stimolare le persone ad andare al cinema, aspettandosi un ritorno considerevole nell’incremento delle vendite. Nulla di più sbagliato. Un terzo fenomeno, non tenuto debitamente in considerazione, è in realtà la causa di entrambi gli eventi: un periodo di pioggia prolungato!

Associare due eventi, senza applicare correttamente il metodo statistico e senza considerare le condizioni esterne, può portare a conclusioni assurde e magari stimolare strampalate teorie esplicative prive di qualsiasi fondamento reale.

Un altro fatto che non aiuta certo nella valutazione critica di ipotesi create appositamente per spiegare fenomeni misteriosi o presunti tali, è la nostra propensione verso una cultura di tipo umanistico. Siamo sicuramente più preparati ad accorgerci di strafalcioni grammaticali o storici, che non a cogliere assurdità di tipo scientifico. Se un presunto Professore X ci volesse convincere che è stato Napoleone a far crocifiggere Gesù o che il Colosseo è stato costruito per far atterrare un’astronave marziana, quasi nessuno accetterebbe le sue farneticazioni. Ma se lo stesso Professor X (meglio se americano...) ci parlasse di energia positiva, di nodi geopatogeni, di magnetismo negativo, di gravitazione psichica, otterrebbe certamente maggiore considerazione. I nostri strumenti culturali di analisi si rivelano validi per quanto concerne la sfera storica, ma molto meno per quanto riguarda quella scientifica. Qualora l’ormai “famoso” Professor X utilizzasse parole come biometro, frequenza, risonanza, irraggiamento, energie attive, ecc… l’uomo medio avrebbe immediatamente la sensazione che si parli veramente in termini scientifici e sarebbe propenso ad accettare la teoria che ne faccia largo uso, anche se in modo scientificamente sgrammaticato e incoerente (QUI un esempio fatto da Vin-Census) Possiamo ora riassumere alcuni tra i maggiori problemi che possono causare visioni distorte della realtà dei fatti o la proliferazione di teorie pseudo-scientifiche del tutto assurde:

- La mancata o sbagliata applicazione di metodi statistici per accertare l’evidenza di un fenomeno.

L’errato collegamento causa-effetto tra due fenomeni.

La scarsa dimestichezza nell’uso di termini scientifici e la propensione ad accettare più facilmente teorie, anche strampalate, che ne abusino.

Tutto ciò è anche all'origine della proliferazione dei rituali propiziatori (su alcuni di essi ha scherzato il nostro Mauritius QUI).

Analogie e coincidenze

Quanto detto precedentemente trova la sua più immediata applicazione nell’astrologia. Eventi non verificati o accertati solo a livello emotivo (e non certo mediante analisi e metodi statistici corretti) vengono proposti come reali ed assodati. Fenomeni completamente diversi, quali da un lato avere certe caratteristiche comportamentali e dall’altro la presenza o no in cielo di certi corpi celesti in un dato momento della propria esistenza, vengono collegate da relazioni del tipo causa-effetto (se avviene questo allora deve avvenire quest’altro). L’uso di termini solo apparentemente “scientifici” autorizza l’applicazione arbitraria di leggi fisiche reali a situazioni che ne sono sicuramente immuni (Astericcio e i suoi amici ne hanno parlato QUI)

Torniamo alla Luna, problema sicuramente più interessante e complesso. Ci siamo ormai creati un bagaglio abbastanza ampio per poter valutare con attenzione critica la veridicità o meno dei vari effetti lunari esercitati sul biosistema terrestre. Da un lato si è visto come la Luna abbia sicuramente suggestionato e scandito la vita degli uomini a causa della sua continua variabilità ed a causa di certe analogie con eventi importantissimi della vita dell’uomo, primo fra tutti la gestazione e la nascita di una nuova vita. Dall’altro abbiamo anche visto però quanto sia pericoloso dare come accertato un evento, senza prima averlo verificato con metodi statistici rigorosi. E abbiamo altresì visto come l’uomo sia facilmente influenzabile dai termini di carattere scientifico usati per avvalorare teorie prive di qualsiasi fondamento.

Esistono però anche altri fattori che hanno spinto la Luna ad avere un ruolo unico nella storia dell’umanità e che anzi hanno stimolato la crescita di teorie sempre più sofisticate a sostegno di credenze e suggestioni pluri-secolari. Innanzitutto una coincidenza importantissima: la durata del ciclo mestruale femminile, apparentemente in perfetta sintonia con il mese lunare. Se questo fatto si unisce al già citato esempio spontaneo di magia simpatica che paragona la gestazione con le fasi lunari, il collegamento Luna-donna sembra essere al di sopra di ogni sospetto.

Ed è quindi ovvio che su questa apparente evidenza si siano poi inserite teorie esplicative di varia natura e complessità, basate su interpretazioni approssimative degli effetti scientifici reali del nostro satellite (maree e luminosità variabile). Tuttavia, analisi statistiche accurate hanno dimostrato che il ciclo medio femminile è di 28 giorni, con una grande variabilità che va da un minimo di circa 20 ad un massimo di circa 50 giorni. Il mese lunare è invece di 29 giorni e mezzo. La perfetta coincidenza salta del tutto e la somiglianza tra ciclo mestruale e mese lunare appare del tutto casuale.

Inoltre, nessuna delle scimmie da cui ha avuto origine l’uomo ha un ciclo mestruale simile al nostro. Lo scimpanzé ad esempio, forse il primate a noi più vicino, ha un ciclo di 35 giorni. Ma i numeri differiscono molto per gli altri animali: 5 giorni per i topi, 17 per le pecore, 21 per le mucche, ecc. Se la somiglianza fosse realmente un qualcosa di “fisico”, perché solo l’essere umano dovrebbe avere una stretta concordanza con la Luna?

Forse tutto ciò non è scientifico, ma solo psicologico (ossia la donna si è uniformata inconsciamente con l’oggetto celeste verso cui tutto sembrava paragonarla). In realtà però esiste un altro animale con un ciclo uguale a quello della donna: l’opossum che, simile al tasso, è l’unico marsupiale esistente nel Nord America.

Ora, mentre tutti sarebbero disposti a credere che tra opossum e fasi lunari ci sia solo una mera coincidenza, quanti accetterebbero la stessa “squallida” e poco romantica spiegazione per la donna? Certo nessuno potrebbe pensare mai che l’opossum abbia subito un condizionamento psicologico…

Tutto ciò non può che farci pensare che qualsiasi collegamento reale tra donna e Luna sia del tutto fortuito.

La coincidenza tra ciclo femminile e mese lunare ha però stimolato l’utilizzo degli effetti “reali” della Luna per spiegare un’evidenza solo apparente. Alcuni, ad esempio, hanno portato come prova, a sostegno dello stretto legame tra donna e Luna, esempi lampanti di altri animali che subiscono effetti lunari scientificamente verificati.

Questi animali, di tipo inferiore, sono però tutti marini e sviluppatisi in ambienti costieri, ossia dove l’alternarsi delle maree, come già sottolineato, ha da sempre scandito l’evoluzione biologica. Depositare le uova, accoppiarsi, nutrirsi, ecc. dipendono per essi chiaramente dalle condizioni ambientali e devono aver luogo nel momento più adatto e più sicuro per la conservazione della specie. In questo caso il processo è spiegabile scientificamente proprio con uno degli effetti riconosciuti alla Luna: la marea oceanica.

Concludendo, mentre è indubbio (e poco “magico”) affermare che l’uomo abbia da sempre usato le fasi ed il mese lunare per scandire il proprio tempo (calendario), non è altrettanto vero che un calendario biologico lunare controlli il ciclo femminile. Anzi, è facilmente dimostrabile come la citata analogia sia errata (28 giorni invece di 29,5) e comunque frutto di pura coincidenza (perché gli altri animali no, e la donna e l’opossum sì?). Siamo di fronte al classico esempio di un’evidenza fortemente creduta e voluta, ma scarsamente verificata, sulla quale è stato poi facile ricamare tutta una serie di teorie pseudo-scientifiche.

Dalla magia alla scienza il passo è breve

Abbiamo già visto in precedenza come la magia simpatica abbia influenzato la credenza generale che tutto ciò che deve crescere deve essere collegato alla Luna crescente e tutto ciò che deve arrestarsi o morire deve essere collegato alla Luna calante. Un retaggio antico, primordiale che forse si sarebbe lentamente spento con l’incalzare dell’era tecnologica moderna. Ma in tempi recenti (1978) il medico Arnold Lieber soffiò sulla cenere, facendo un’affermazione all’apparenza estremamente semplice ed intuitiva, quanto estremamente errata. Basandosi sulla vita degli organismi marini di cui si diceva prima e sull’analogia tra ciclo femminile e Luna, il dottor Lieber enunciò la teoria della marea biologica, che in poche parole recita così: la Terra è composta per il 70-80 per cento di acqua e subisce notoriamente l’effetto della marea. Il corpo umano è formato anch’esso da circa il 70-80 per cento di acqua: è logico quindi che subisca in modo analogo un effetto di marea.

Ovviamente, essendo uno studioso ed un medico, fu molto facile per lui esprimere la teoria per mezzo di innumerevoli termini tecnici che non potevano non colpire e suggestionare l’opinione pubblica. In fondo veniva confermata “scientificamente” un’antica e primordiale credenza. Il dottor Lieber citava tra l’altro innumerevoli ricerche fatte sul comportamento umano in relazione alle fasi lunari, presentando statistiche sul numero di incidenti, di crimini, di nascite, ecc., tutte strettamente legate a particolari configurazioni del nostro satellite. Non voglio certo mettere in dubbio la buona fede del dottor Lieber, ma è pur vero che inciampò proprio in tutti e tre i problemi descritti nel terzo capitolo. Si basò, infatti, su dati statistici non controllati, passò immediatamente alla formulazione di una teoria “scientifica”, la condì infine con paroloni tecnici e complicati di grande effetto sul lettore.

Tuttavia, per smantellare la sua teoria basta fare alcune semplici considerazioni. Innanzitutto bisogna ricordare che la marea agisce sulle masse d’acqua del nostro pianeta, causando effetti talvolta macroscopici, solo perché le loro dimensioni sono enormi e agiscono come moltiplicatore di un effetto altrimenti impercettibile. Negli oceani anche un minimo sollevamento può causare correnti di massa liquida che, dove ci siano particolari condizioni costiere, sono in grado di produrre sollevamenti di acqua considerevoli. Non esiste invece alcun effetto di marea in un piccolo lago o in una tinozza d’acqua, né tanto meno può esserci nel corpo umano, dove l’acqua è combinata con altre sostanze ed è intrappolata all’interno, mentre sulla Terra è quasi completamente in superficie.

Oltretutto, la marea altro non è che un effetto legato alla forza gravitazionale, secondo cui ogni corpo subisce l’attrazione di un qualsiasi altro corpo. Ciò vuol dire che un oggetto vicino esercita su di noi una certa forza gravitazionale (e analogamente noi la esercitiamo su di esso). Non ce ne rendiamo conto solo perché quella esercitata dalla Terra è incredibilmente più grande (in modo molto semplice, il nostro Ciccio ce lo spiega QUI). Come conseguenza qualsiasi oggetto causa anche una forza di marea su un altro oggetto. Questa forza cresce con la massa dell’oggetto che la causa, ma diminuisce col cubo della distanza tra i due oggetti. E’ facile calcolare, ad esempio, che una mamma che tiene in braccio il suo bambino esercita su di lui una marea 12 milioni di volte superiore a quella causata sullo stesso bimbo dalla Luna . E questo soltanto perché, pur essendo molto più piccola della Luna, la mamma è enormemente più vicina. Non sarebbe allora più giusto e “scientifico” affermare che è la mamma che determina il carattere e le abitudini del proprio figlio, lasciando del tutto perdere l’influenza di Luna, stelle, pianeti ed altre cose analoghe?

Quando poi si scende nei particolari e si passa a parlare di quegli avvenimenti che sembrano capitare più frequentemente durante la Luna Piena, si deve tener presente che la marea agisce, su qualsiasi punto della Terra, due volte al giorno e non solo una volta al mese. Durante la Luna Piena (ma anche durante la Luna Nuova) succede soltanto che la marea dovuta al Sole (poco meno della metà di quella lunare) si somma a quella dovuta alla Luna. Ne conseguono due fatti importanti:

1) non vi è una grande differenza, dal punto di vista di forza di marea, tra i periodi “normali” e quelli di plenilunio;

2) gli effetti del plenilunio sono identici a quelli che si hanno durante il novilunio. Non vi è quindi alcuna ragione per favorire la Luna Piena rispetto alla Luna Nuova, almeno se consideriamo solo gli effetti di marea.

Ammettendo quindi per un momento che vi siano realmente più nascite, più omicidi, più suicidi, più casi di pazzia durante la Luna Piena, questa supposta “evidenza” non può dipendere certo dagli effetti di marea, come invece pretenderebbe la supposta teoria di Lieber.

Ma anche l’evidenza stessa di certi fenomeni è oltremodo dubbia, se non completamente falsa. Non voglio perdermi a citare i tanti studi eseguiti per raccogliere prove a favore della teoria di Lieber, basti dire che riprendendo gli stessi dati ed applicando ad essi procedimenti statistici corretti, la loro validità scompare totalmente. Per procedimenti corretti si intendono quelli che abbiano eliminato dai dati tutti quei fattori esterni che possano causare anomalie sistematiche, abbiano tenuto conto delle variazioni rispetto al valor medio (ricordate l’esempio del rosso e del nero alla roulette?), abbiano considerato solo serie di dati omogenei e continui, ecc… Ad esempio, considerando la frequenza delle nascite, si deve tener conto dei parti cesarei e della presenza periodica dei week-end, che possono influire sul numero di interventi pilotati nel corso della settimana. Questi fattori esterni si sommano ai dati reali e possono indurre variazioni sistematiche del tutto estranee (ricordiamo che le fasi lunari si ripetono ogni quattro settimane circa e questa scadenza può statisticamente sommarsi all’effetto week-end che si ha una volta a settimana).

Per meglio provare l’inconsistenza dei dati raccolti e presentati da Lieber, sono state fatte ricerche su di un numero enorme di nascite presso vari ospedali americani (anche qui non voglio tediarvi con dati e numeri) e tutte queste hanno dato esito completamente negativo. Non solo la teoria si è dimostrata inconcludente, ma anche i dati portati a suo favore.

A seguito di queste chiare evidenze, qualcuno ha allora cercato di escludere del tutto l’effetto mareale, provando invece a considerare gli effetti della Luna sul campo magnetico terrestre. La situazione è la seguente: il nostro satellite si interpone al fascio di particelle che provengono dal Sole quando c’è Luna Nuova (la Luna sta tra la Terra e il Sole), mentre è ininfluente quando c’è Luna Piena (la Luna sta dalla parte opposta del Sole rispetto alla Terra). In quest’ultima fase ci si può aspettare un maggior numero di particelle caricate positivamente, che sono pensate sfavorire certi stati d’animo umani. Tuttavia, facendo i conti, si è visto che il loro effetto è enormemente più piccolo di quello dovuto all’aria condizionata, all’inquinamento, ai campi magnetici indotti, ecc.

Non resta allora che considerare la quantità di luce che giunge sulla Terra durante la Luna Piena. Ma anche qui il discorso perde di significato. La luce artificiale è di gran lunga più importante della luce lunare, per non parlare della differenza tra un cielo coperto ed una notte serena. Se fosse la luce della Luna Piena a causare l’aumento della criminalità o delle nascite, ci dovrebbe essere a maggior ragione uno stretto collegamento anche con le zone più o meno luminose o con le condizioni meteorologiche.

Malgrado tutto ciò, i più tenaci continueranno certamente a dire: può anche darsi che non si sia ancora trovata la spiegazione o che certi dati siano risultati poco significativi, ma un amico medico e/o un’ amica infermiera mi hanno assicurato che con la Luna Piena si nasce di più.

Fermo restando che anche in questo caso bisognerebbe valutare bene i parti cesarei (che tendono ad evitare per ovvie ragioni i periodi di week-end) ed altri fattori che possono alterare l’insieme dei dati, è importante non trascurare l’effetto selettivo della nostra memoria: il nostro cervello tende a ricordare meglio ciò che capita sotto certe condizioni, soprattutto se queste condizioni sono consciamente o inconsciamente considerate favorevoli perché quel certo fatto accada. In altre parole, se una certa notte la sala parto risultasse tragicamente intasata e nel cielo splendesse la Luna Piena, quella serata rimarrebbe più impressa nella memoria rispetto ad una nottata di pari confusione ma priva di Luna. Nello stesso modo in cui i superstiziosi tenderebbero a ricordare meglio i contrattempi avuti di venerdì 17 rispetto a quelli avuti di martedì 23, oppure un incidente avuto dopo che un gatto nero aveva attraversato la strada piuttosto che un cane. E’ proprio per questo che l’accertamento della frequenza di certi fenomeni non deve essere lasciata solo alla memoria, ma deve essere comprovata da metodi statistici veramente obiettivi e riproducibili da chiunque.

E’ interessante ricordare infine come culture e società diverse tendano ad essere influenzate da avvenimenti diversi. In Italia, ad esempio, si dà molto risalto agli effetti della Luna sul numero delle nascite e sull’agricoltura, mentre negli Stati Uniti si pone maggior interesse sulla pazzia, la criminalità, gli incidenti stradali, le condizioni di salute. Anche questa soggettività, determinata da contingenze socio-economico-culturali diverse, risulta un fattore indicativo della componente psicologica associata alle credenze sulla Luna.

Ovviamente ho cercato fino a qui di attenermi a considerazioni logiche e basate su dati scientifici ampiamente dimostrati. Nulla potrei fare o dire se qualcuno ipotizzasse l’esistenza di forze psichiche o fisiche del tutto sconosciute, che governino il legame tra uomo e Cosmo. Potrei solo affermare che creare nuove teorie è estremamente facile, mentre è molto più difficile riuscirle a provare. Non molto di più. Anche se penserei con un poco di tristezza a quanto hanno fatto, subito e sofferto molti veri scienziati nel corso dei millenni, nel tentativo di darci una visione coerente della Natura. Inviterei anche a riflettere su come l’innato bisogno dell’uomo di mettersi al centro dell’Universo e di sentirsi protetto e sovrastato da forze incontrollabili, sia troppo spesso sfruttato da ciarlatani e mistificatori.

Nella prossima puntata parleremo dei presunti effetti della Luna sul mondo vegetale.

 

 

 

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IHo il piacere di inserire l'articolo "Stelle cadenti per tutti"  di Giovanni Battista Castelnuovo responsabile dell'Osservatorio astronomico, della scuola Filzi di Laives (BZ)  https://www.iclaives1.edu.it/

 

Stelle cadenti per tutti. Il desiderio che avete espresso dopo l’avvistamento di una stella cadente non si e’ avverato? e avreste voglia di rivederne altre per provare a riformulare altri desideri? Niente paura, non occorre che stiate naso all'insù un’intera notte, magari al freddo, infatti esiste un metodo per vederle stando comodamente a casa, e questo anche di giorno, che si chiama Meteorscatter. Ma prima, per chi se ne fosse dimenticato, ricordiamo cosa sono esattamente questi oggetti celesti, che vengono chiamati impropriamente stelle cadenti. Il primo a spiegarne correttamente l’origine fu l’astronomo italiano Giovanni Virgilio Schiaparelli, (si, proprio lui, quello che ipotizzò, erroneamente, l’esistenza di canali, forse di origine aliena, sulla superficie di Marte…), che a fine ottocento, correlò giustamente la periodicità dei vari sciami di stelle cadenti, all’attraversamento, (nel suo moto di rivoluzione intorno al sole), della terra nelle orbite di comete. Ad esempio lo sciame delle Perseidi, le famose lacrime di S. Lorenzo dei primi di agosto, e’ dovuto alla percorrenza della terra in parte dell’orbita della cometa 109P/Swift-Tuttle. Lo Schiaparelli, dimostrò che le comete, quando si avvicinano al sole, parte della loro superficie si dissolve o evapora, formando una lunga coda di gas e polveri, e lasciando sulla stessa orbita, una scia di numerosissimi detriti (pezzetti di ghiaccio, sassolini, e pulviscolo). Quando la Terra, attraversa queste regioni, il pulviscolo ed i detriti penetrano nell'atmosfera terrestre ad altissima velocità (anche fino a 50 Km al secondo - 180000 Km/h), e a causa del forte attrito e surriscaldamento, lasciano dietro di se una scia colorata, dovuta alla ionizzazione delle molecole dell’atmosfera. Ed ora torniamo al nostro Meteorscatter, abbiamo visto che durante l'ingresso di un meteoroide nell'atmosfera, ad altezze tra gli 85 ed i 105 km, lascia dietro di sé una scia di ionizzazione (un paraboloide allungato) di decine di chilometri. Questa scia normalmente e’ della durata di 1 secondo o meno, ma a volte persiste anche alcuni minuti, se questa scia ionizzata viene colpita da un’onda radio, questa viene riflessa, e tale riflesso, chiamato ping, puo’ essere rilevato da una stazione ricevente.

Schema di rilevamento delle meteore tramite Meteorscatter

Gli ingredienti per fare questo tipo di osservazioni sono i seguenti: cercare su una frequenza radio non modulata, utilizzare una antenna tarata su questa frequenza, rilevare il segnale riflesso con una radio sintonizzata sulla frequenza scelta precedentemente e far elaborare questo segnale audio da un particolare software (analizzatore di spettro) per poter visualizzare i segnali ricevuti. Ad esempio, nell’osservatorio astronomico, della scuola Filzi di Laives (https://www.iclaives1.edu.it/) che gestisco, e’ stato installato un piccolo sistema ricevente, composto da un’antenna di tipo verticale, tarata sui 145 Mhz, una radio SDR (Software Defined Radio), gestita da PC e sintonizzata sulla frequenza di 143,049 Mhz ed un software (Spectrum Lab) per poter visualizzare il segnale ricevuto. La frequenza di lavoro (143,049 Mhz), e’ relativa al segnale emesso da un radar, denominato GRAVES, collocato in Francia nei pressi di Digione. Si tratta di un potentissimo trasmettitore radio (della potenza di centinaia di Kw), gestito dall'aeronautica militare francese, che scansiona 180° di spazio da est a ovest, per mappare e catalogare gli oggetti che orbitano nello spazio intorno al nostro pianeta. Ed ecco nelle immagini che seguono, le tracce del passaggio di meteore, rilevate con questo sistema, certo meno affascinanti di quelle visibili ad occhio nudo, ma pur sempre meteore!

 

 

 

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