Concerto "astronomico"....con vini spaziali          

                     scritto da Monika Walch e Lex Barreveld

Fonte www.pixabay.com

“Beethoven e i buchi neri” Orchesta sinfonica di Milano Giuseppe Verdi (https://www.laverdi.org/it/eventi/2020-21/beethoven-e-i-buchi-neri)

 

Pensiamo che gli ideatori di questo concerto ci vorranno portare nelle dimensioni immense della Quinta che Beethoven ha ideato, e nelle dimensioni astrofisiche, con orizzonti quasi illimitati, a percepire il ritmo della vita del cosmo e la potenza inimmaginabile degli elementi che ha creato i primordi di quello che oggi chiamiamo universo. Cosa sublime se in questo viaggio in n dimensioni ci facciamo accompagnare da vini stupefacenti.

Alle Pulsar dense, con veloci movimenti rotanti da milioni di anni, con persistenti e regolari emissioni di onde radio, insieme alla complessità musicale del primo movimento della Quinta, vogliamo associare uno Spumante Metodo Classico all’altezza della situazione, Marco Buvoli Metodo Classico, Opificio del Pinot Nero. Sicuramente una lunga vita per questo vino, che poteva andare ben oltre i suoi 10 anni e mezzo. E’ un mito liquido che nel calice si veste d’un giallo carico, molto brillante , con riflessi dorati. Perlage estremamente fine e “catenelle” molto persistenti. Al naso, si presenta con un piacevole sentore di miele di castagno. In bocca lo troviamo elegantissimo, con note di frutta esotica e crosta di pane, e pienezza sostenuta da una sorprendente freschezza. Nel retrogusto dà una leggera nota amara, oltre a richiami di fichi e mandorle.

Proseguiamo nel labirinto delle Pulsar con uno strepitoso Chardonnay/Sauvignon Vin de Paille Vignerons de Branceilles, 2014. L’uva raccolta viene lasciata sulla paglia all’aria aperta per due mesi, per essere vinificato intorno a natale e fatto maturare per ben 2 anni in botti di legno. Al naso questo vino ci regala profumo di miele e tiglio, noci, albicocche secche, datteri e mela cotogna. Qualche nota di lampone, pera sciroppata ed un velo di vaniglia danno espressione della sua elegante complessità. Al palato è ampio, e la dolcezza e la freschezza che rendono questo vino un grande vino di Paillé.

Ci avviciniamo cautamente all’orizzonte esterno di un enorme buco nero e ne percepiamo l’altissima energia, insieme alla crescente intensità drammatica della Sinfonia musicale, con contrasti armonici e densità. Ci accompagna un Harimann Montepulciano d’Abbruzzo 2009 potente e autentico. Dopo un riposo per un anno in acciaio, invecchia 24/36 mesi in barrique di rovere di primo passaggio per poi affinarsi ulteriori 18 mesi in bottiglia. Alla vista si presenta di un rosso rubino raffinato, con delicati rimandi granata. Il suo bouquet olfattivo è articolato, composto da frutta scura sotto spirito, frutta secca, caramello, cuoio, tabacco, caffè e spezie. Caldo e morbido al palato, polposo e liscio, elegante nella trama tannica e lungo nella persistenza. E’ davvero da meditazione nel nostro viaggio intorno all'orizzonte degli eventi del buco nero e nel centro della Quinta di Beethoven.

Vogliamo concludere il viaggio astronomico Beethooveniano con un particolare London Dry Gin, Edelschwarz Organic Gin, Gompmalm Suedtirol. La limpida acqua sorgiva della malga Gompm situata a 1.800 m e i 17 botanicals biologici di erbe alpine, rendono Edelschwarz unico. Colpisce per la sua freschezza, il sentore lievemente fruttato e morbido e l’aroma autentico delle erbe alpine. Lo gustiamo puro, senza ghiaccio.

Questo viaggio musicale in n dimensioni è davvero straordinario ed unico nel suo genere, grazie agli organizzatori della rassegna ‘Musica&Scienza’, al direttore d’orchestra Ruben Jais dell’Orchestra sinfonica di Milano Giuseppe Verdi, all’astrofisico Simone Iovenitti che ci conducono nelle immensità del cosmo.

 

 

 

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